Accarezzare un cigno, donare un fiore,
diventare un eroe da oggi è possibile,
con un palloncino...giallo, verde, rosa,
bianco, azzurro, verde, rosso...

anta fantasia, manualità e come per magia dei coloratissimi palloncini si trasformeranno in cagnolini, cigni, conigli, orsetti, spade di zorro, fiori, candele e moltissime altre figure.

Non ti resta che procurarti dei palloncini adatti, che puoi trovare in cartolerie, negozi di giocattoli e centri commerciali, una buona pompa e seguire attentamente i consigli che ti stanno per dare.

Qualche palloncino a volte scoppia, provoca solamente un gran rumore, dovrai con pazienza ricominciare.


-         Non acquistare troppi palloncini, acquista solo ciò che ti serve, nel tempo si deteriorano.

-     Cura molto le unghie, evita screpolature alle mani.
Togli dalle
dita anelli e attento a superfici ruvide e cerniere.

            -    I palloncini al freddo s’induriscono, conservali in un luogo
                 asciutto e caldo. Se l’esibizione è all’aperto tienili nelle
                 tasche interne del tuo costume.
 

-     Per non spaventare i bambini in caso di scoppio del palloncino, invitali a non avvicinarsi troppo.

-     Se vuoi che il palloncino non si rompa a metà dell’opera lascia alla  fine una parte sgonfia. Durante la creazione del modello scomparirà.        

-     Se tanti sono i palloncini che devi realizzare per una festa, scegli modelli semplici, così puoi accontentare tutti, se vuoi dimostrare la tua abilità, proponi delle sculture complesse che meritino alla fine un bell’applauso.

-     I palloncini variano di resistenza in base al colore. Prova i vari colori e valuta quale tinta utilizzare in base alla difficoltà del modello. Eviterai così il pericolo di scoppi quando manca poco al termine della creazione.

 

 

Rima di tutto mi permetto di ringraziare gli Atzechi che, per primi, hanno scolpito delle budella di gatto per formare degli animali che erano bruciati e offerti agli dei in sacrificio. Le budella erano accuratamente lavate, rovesciate e cucite ad un’estremità con un filo vegetale speciale, la cui proprietà principale era di saldarsi da sé quando era esposto al sole.

Le budella erano attorcigliate e riempite d’aria con la bocca. Quando i gatti furono decimati dalla malattia, si utilizzarono budella di morti e quando queste vennero meno, si fecero sacrifici umani unicamente per ricavare le budella.     

 Come ha fatto notare Jaques Dupion-Grouchard nel suo libro: Maya, la costruzione di un animale richiedeva diversi giorni. C’erano solo due modelli: un cane e un mulo.

 Gli animali erano poi portati (in pompa magna) sull’alto di una piramide atzeca e bruciati in una vasca in onore del sole.

Curiosamente, si trovano all’interno della piramide di Macerino dei disegni, incisi sulla pietra che rappresentano dei cammelli, disegnati bolla per bolla, e di cui parla Champollion nella prefazione alla sua opera “The rosette stone and other sidejobs”, conservata al British Museum. Egli si domanda se non si tratti di figure rapprensentanti cammelli fabbricati, pezzo per pezzo, da budella di cammelli gonfiate.

Ma bisognerà aspettare l’avvento del lattice perché dei Messicani potessero fabbricare dei palloni destinati alla scultura. Il più conosciuto tra loro fu il Senor Carlos che fu il primo a venire in Europa a fare un numero di palloni al Lido di Parigi. Da allora gli scultori di palloni hanno proliferato in tutto il mondo.

 

olti maghi preparano sempre un secondo numero, e la prima idea che viene in mente è di un numero con i palloncini, questo per varie ragioni:

 Il numero dei palloncini ha una grand’attrazione sul pubblico, bambini o adulti. Non è raro vedere in una serata delle persone adulte litigare per un barboncino.

 Ci sono due tecniche principali per la fabbricazione di palloncini:

      -   usare più palloncini per fare una costruzione più grande

      -   usare un palloncino per una costruzione più piccola.

 

   Quale soluzione scegliere?

La prima tecnica permette si fare costruzioni adatte per una scena   in   teatro, per abbellire locali, negozi, centri commerciali, matrimoni, feste varie.

La seconda tecnica è più utile in spettacoli d’animazione e per piccoli flash da palcoscenico.

E’ da notare che una persona, clown, prestigiatore o animatore, che scolpisce palloni, attira numerosa folla in meno di cinque minuti.

Le piccole costruzioni possono essere date durante le esibizioni di close-up: depositati sul tavolo vi indicano da lontano i posti in cui siete già passati.

 

n  animale  verosimigliante si dovrà riconoscere al primo colpo d’occhio, ma se si può guadagnare qualche cosa aggiungendo dettagli con un pennarello, perché non farlo?

Si avrà di certo un notevole vantaggio aggiungendo occhi, righe al corpo dell’ape, orecchie, ecc. ecc.

E’ preferibile usare pennarelli indelebili

olte persone hanno difficoltà a gonfiare i palloncini le prime volte. Come per la tromba, bisogna allenarsi. Non gonfiate con le guance, gonfiate con il ventre. Riempite i polmoni d’aria e soffiate nel pallone facendo rientrare lo stomaco. Soffiare con le guance può sembrare più facile all’inizio, ma se dovete gonfiare molti palloni, sarete presto spossati e per di più rischiate di far scoppiare le vene delle tempie. Perciò gonfiate con il ventre.

Per gonfiare un palloncino, cominciate a stirarlo per tutta la sua lunghezza. Con un piccolo soffio secco, mentre tenete disteso leggermente il palloncino, iniziate il gonfiaggio. Dovete gonfiare una piccola porzione di circa 5 cm al massimo, poi con un solo soffio, gonfiate la lunghezza desiderata, in modo che il diametro sia uguale in ogni sua parte. Dei soffi successivi formeranno dei segni esteticamente poco simpatici.

Ricominciate instancabilmente fino a ché abbiate trovato il “trucco” e ricordatevi che non si riesce a suonare un sassofono il giorno stesso che si compera.

 

i sono mille modi di annodare l’estremità di un palloncino.

 

-         il pallone è tenuto nella mano destra e si lascia uscire un po’ d’aria

-         è preso dalla mano sinistra, la mano destra tira l’imboccatura

-         l’imboccatura passa sotto il medio sinistro

-         l’imboccatura stirata è passata poi fra l’indice e il medio della mano sinistra

-         queste due dita lo stringono fortemente mentre la mano destra lascia la presa

-         la mano destra si attacca al corpo del pallone mentre le dita della mano sinistra scivolano attraverso l’ansa tirando l’estremità dell’imboccatura

-         le due mani si allontanano e il nodo è fatto

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    IL TOPO

     

     

     

     

     

     

    LO SCOIATTOLO

     

     

     

     

     

     

    IL PUPAZZETTO

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    Con lo stesso sistema
    potete realizzare le figure
    illustrate di seguito...

    IL CANE

     

     

     

     

     

     

     

     

    IL CIGNO

    Buon lavoro, dunque, e ancora una volta...
     buon divertimento!

    MARGHERITO MAGIC SHOW
     
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